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Nasce il nostro sito

Ciao a tutte

Anche questo l’abbiamo fatto! Con oggi, 1 gennaio 2019, nasce il sito di JC Abbigliamento. Sarà una nuova vetrina, un nuovo spazio per rimanere in contatto con il nostro mondo.

Il sito sarà strutturato come un blog, ma vi permetterà anche di accedere direttamente una parte di shop online che stiamo implementando proprio in questi giorni. Se volete scoprire di più, cliccate pure qui.

Se state ancora leggendo e non avete cliccato il “qui”, significa che vi interessa la parte “blog”. E allora parliamone.

Senza pressione o scadenze, ma soltanto quando sentiremo la voglia e la necessità di comunicarvi i nostri pensieri, le novità, i consigli, butteremo giù due righe che potrete leggere tra una faccenda e l’altra. Proveremo a regalarvi qualche momento di spensieratezza nelle vostre incasinatissime giornate. Con tutto quello che avete da fare, figuriamoci se vi chiediamo di pensare pure alle nostre idee strampalate! No, no, tranquille. Senza impegno. Da parte nostra e vostra.

Tuttavia per la nascita del nostro piccolo spazio digitale, vogliamo sfruttare la ricorrenza e inaugurare l’anno con una poesia. Speriamo che vi piaccia. A noi sì.

E buon anno!

Ode al primo giorno dell’anno

Pablo Neruda

Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore che scende da una stella.

Come il pane assomiglia
al pane di ieri,
come un anello a tutti gli anelli: i giorni
sbattono le palpebre
chiari, tintinnanti, fuggiaschi,
e si appoggiano nella notte oscura.

Vedo l’ultimo
giorno
di questo
anno
in una ferrovia, verso le piogge
del distante arcipelago violetto,
e l’uomo
della macchina,
complicata come un orologio del cielo,
che china gli occhi
all’infinito
modello delle rotaie,
alle brillanti manovelle,
ai veloci vincoli del fuoco.

Oh conduttore di treni
sboccati
verso stazioni
nere della notte.
Questa fine dell’anno
senza donna e senza figli,
non è uguale a quello di ieri, a quello di domani?

Dalle vie
e dai sentieri
il primo gi
orno, la prima aurora
di un anno che comincia,
ha lo stesso ossidato
colore di treno di ferro:
e salutano gli esseri della strada,
le vacche, i villaggi,
nel vapore dell’alba,
senza sapere che si tratta
della porta dell’anno,
di un giorno scosso da campane,
fiorito con piume e garofani.

La terra non lo sa: accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà
nell’ombra.

Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare.

Ti metteremo
come una torta
nella nostra vita,
ti infiammeremo
come un candelabro,
ti berremo
come un liquido topazio.

Giorno dell’anno nuovo,
giorno elettrico, fresco,
tutte le foglie escono verdi
dal tronco del tuo tempo.

Incoronaci
con acqua,
con gelsomini aperti,
con tutti gli aromi spiegati,
sì,
benché tu sia solo un giorno,
un povero giorno umano,
la tua aureola palpita
su tanti cuori stanchi
e sei,
oh giorno nuovo,
oh nuvola da venire,
pane mai visto,
torre permanente!


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